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·4 min di lettura·Matteo Salvatori

La ricerca è cambiata: AI Overviews, ChatGPT e la fine del clic

Google risponde direttamente con le AI Overviews, i clic sui siti calano. Cosa sta succedendo alla ricerca nel 2026 e come adattarsi.

AnalisiSEOGEO
La ricerca è cambiata: AI Overviews, ChatGPT e la fine del clic
Indice dell'articolo

In breve. Dal 2024 le AI Overviews di Google rispondono direttamente alle domande degli utenti, riducendo drasticamente i clic verso i siti. Nel 2026 anche ChatGPT, Perplexity e Gemini intercettano una quota crescente di ricerche. Il risultato: la SEO classica non basta più — conta farsi citare dall'AI (GEO) e presidiare canali che non dipendono dai clic gratuiti.

Per vent'anni "essere su Google" ha voluto dire una cosa: comparire tra i risultati e ricevere clic. Nel 2026 quella regola si è rotta, e non di poco. Google risponde direttamente in cima con le AI Overviews, una parte crescente di persone chiede a ChatGPT, Perplexity e Gemini, e il clic verso il tuo sito — quello che ti portava i contatti — sta sparendo. Questa è la nostra lettura di cosa sta succedendo e di come lo stiamo affrontando con le aziende che seguiamo.

Cosa sta succedendo, in breve

I dati di settore raccontano un cambiamento netto:

  • Le ricerche che mostrano un riquadro AI in cima generano in larghissima parte nessun clic: l'utente legge la risposta e se ne va. Sulle query con AI Overview si parla di tassi di "zero clic" attorno all'80%.
  • Le AI Overviews sono passate da novità del 2024 a presenza su una quota enorme di ricerche, in centinaia di Paesi e decine di lingue.
  • Gartner aveva previsto un calo del 25% del traffico da ricerca tradizionale entro il 2026 — e oggi quella previsione sembra realistica.
  • Al Google I/O 2026 l'azienda ha presentato una ricerca ripensata attorno all'AI Mode: conversazioni, domande di approfondimento, agenti che fanno cose al posto tuo.

Tradotto per la tua azienda: comparire su Google non basta più. Sempre più spesso il cliente ottiene la risposta senza arrivare da te. La domanda non è più solo "sono tra i risultati?", ma "l'AI cita la mia azienda quando qualcuno chiede?".

Perché non è (solo) una brutta notizia

È vero, il traffico "gratis" da posizionamento sta diventando più raro. Ma il quadro è più sfumato:

  • Chi arriva sul sito dopo aver letto una risposta AI è spesso più avanti nella decisione: ha già fatto la prima scrematura.
  • Le AI premiano la chiarezza e l'autorevolezza: contenuti che rispondono in modo diretto e credibile vengono citati più spesso. È un vantaggio per chi scrive bene e male per chi riempie pagine di fuffa.
  • Le attività locali sono meno esposte: "idraulico vicino a me" passa ancora da mappa, scheda Google e recensioni più che dall'AI.

Come ci stiamo attrezzando noi

Non inseguiamo trucchi. Spostiamo il baricentro dal solo "posizionarsi" al farsi scegliere e farsi citare. In pratica:

1. GEO accanto alla SEO

Continuiamo a curare la SEO classica, ma aggiungiamo la GEO (Generative Engine Optimization): struttura i contenuti perché le AI li capiscano e li citino — risposta chiara nei primi paragrafi, dati verificabili, entità ben definite. Ne abbiamo parlato in SEO e GEO: farsi trovare su Google e su ChatGPT.

2. Le fondamenta che l'AI non tocca

Scheda Google curata, recensioni, presenza locale: il terreno dove il clic vale ancora. È la prima fase del nostro metodo.

3. Canali che non dipendono da Google

Se la ricerca organica diventa più avara, contano di più la pubblicità gestita bene (Google e Meta Ads), la riprova sociale e il rapporto diretto col cliente. Non mettere tutte le uova nel paniere del posizionamento gratuito.

Cosa non funziona più (e cosa sì)

Alcune abitudini di ieri oggi sono tempo perso, altre contano più di prima. In breve:

  • Non funziona più: riempire pagine di parole chiave, puntare tutto sul traffico informativo "gratis", misurare il successo solo coi clic da Google.
  • Conta più di prima: rispondere subito e in modo chiaro, essere un'entità riconoscibile e coerente, presidiare canali tuoi (scheda Google, recensioni, contatti diretti, pubblicità).

Il baricentro si sposta dal "portare traffico a ogni costo" al "farsi scegliere quando il traffico è poco ma giusto".

In sintesi

La ricerca sta diventando "AI attraverso e attraverso", come l'ha definita la stessa Google. Chi resta fermo a fare SEO come nel 2020 perderà terreno. Chi si attrezza — GEO, fondamenta locali, canali diversificati — può trasformare il cambiamento in un vantaggio. È esattamente il lavoro che facciamo: leggere dove va il mondo e portarci le aziende un passo prima degli altri.

Per approfondire come funzionano le AI Overviews dal punto di vista tecnico, Google Search Central mantiene una guida aggiornata: AI Features and Your Website.

Domande frequenti

Devo fare qualcosa di speciale per apparire nelle AI Overviews? No. Google stesso dichiara che non esistono requisiti aggiuntivi rispetto alle buone pratiche SEO standard: contenuti utili, accessibilità tecnica, dati strutturati. La GEO aggiunge un livello di ottimizzazione — rispondere in modo diretto, essere un'entità riconoscibile — ma non richiede accorgimenti tecnici separati.

Le AI Overviews penalizzano anche il traffico locale? Molto meno rispetto alle ricerche informative. "Ristorante vicino a me" o "idraulico a Milano" passano ancora largamente dalla mappa e dalla scheda Google, che rimangono fondamentali per le attività locali.

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