Marketing · 4 min di lettura
Il vostro sito deve essere accessibile? L’European Accessibility Act per le piccole imprese
Di Matteo Salvatori · 17 giugno 2026 · aggiornato il 5 ottobre 2026

In breve. L’European Accessibility Act (direttiva UE 2019/882, in Italia il decreto legislativo 82 del 2022) chiede dal 28 giugno 2025 che alcuni servizi rivolti ai consumatori siano accessibili: fra questi il commercio elettronico, i servizi bancari, il trasporto passeggeri. Un sito vetrina senza vendita online non è nell’elenco, e le microimprese che forniscono servizi sono esentate. Chi vende online e non è una microimpresa, invece, è dentro. In Italia controlla l’AgID.
Che cosa chiede
L’atto europeo fissa dei requisiti funzionali: un servizio digitale deve poter essere usato anche da chi vede poco o niente, da chi non usa il mouse, da chi sente poco, da chi ha difficoltà cognitive. Non dice «usate questa tecnica»: dice che cosa deve essere possibile fare.
Chi è dentro
Il decreto italiano elenca i servizi interessati. Per un’impresa i casi più comuni sono:
- il commercio elettronico: vendere online prodotti o servizi ai consumatori, con il sito o con un’app;
- i servizi bancari per i consumatori;
- gli elementi digitali del trasporto passeggeri: biglietti, orari, informazioni;
- comunicazioni elettroniche, accesso ai media audiovisivi, libri elettronici.
Contano solo i servizi ai consumatori: chi lavora solo con altre imprese ne è fuori, mentre i servizi misti rientrano.
Chi è fuori
- Le microimprese che forniscono servizi. La direttiva le esenta. Microimpresa vuol dire meno di 10 persone e un fatturato annuo, oppure un totale di bilancio, non superiore a 2 milioni di euro.
- I siti vetrina che presentano l’attività senza vendere online: non sono nell’elenco dei servizi.
Essere fuori dall’obbligo non vuol dire che l’accessibilità non serva: i clienti con una disabilità, o semplicemente con un telefono vecchio e la vista stanca, sono clienti come gli altri.
Il riferimento tecnico
La direttiva non nomina le WCAG, le linee guida internazionali sull’accessibilità del web. Il riferimento tecnico è la norma europea EN 301 549, nella versione 3.2.1, che riprende le WCAG 2.1 ai livelli A e AA; le linee guida dell’AgID del marzo 2026 la usano negli esempi di controllo. A settembre 2026 è uscita la versione 4.1.1, basata sulle WCAG 2.2, che però non è ancora il riferimento di legge.
In pratica: un sito costruito secondo le WCAG 2.1 AA è sulla strada giusta; uno costruito secondo le 2.2 lo è anche per il prossimo aggiornamento.
Chi controlla, e che cosa rischia chi è dentro
L’AgID vigila sui servizi digitali del decreto, e chiunque può presentare un reclamo. Con il regolamento di vigilanza del maggio 2026 l’AgID prima chiede chiarimenti e adeguamenti, e sanziona se non si interviene. Le sanzioni del decreto vanno da 5.000 a 40.000 euro per chi viola i requisiti.
Le basi, che valgono per tutti
- Contrasto. Testo leggibile sul suo sfondo, anche al sole sul telefono.
- Tastiera. Tutto ciò che si fa col mouse si deve poter fare con la tastiera, vedendo sempre dove si è.
- Testo alternativo. Le immagini che dicono qualcosa hanno una descrizione; quelle decorative no.
- Moduli. Ogni campo ha la sua etichetta, gli errori si capiscono e dicono come correggerli.
- Struttura. Titoli in ordine, link che dicono dove portano, una lingua dichiarata.
Gli strumenti automatici aiutano a trovare una parte dei problemi, non tutti: la tastiera e un lettore dello schermo vanno provati a mano.
Come lo facciamo noi
I siti che costruiamo seguono queste basi: contrasto controllato, navigazione da tastiera, testi alternativi, moduli con etichette ed errori leggibili, rispetto della preferenza «riduci movimento». Non promettiamo una conformità legale che solo una verifica completa può dire; se il vostro sito vende online e siete dentro l’obbligo, la verifica si fa e si mette per iscritto.
Domande
Ho un sito vetrina e sono una piccola impresa: devo fare qualcosa? Per legge, probabilmente no. Per i clienti, le basi qui sopra conviene averle comunque.
Vendo online ma ho 6 dipendenti: sono esentato? Se fornite un servizio e rientrate nella definizione di microimpresa (meno di 10 persone e fatturato o bilancio entro 2 milioni), la direttiva vi esenta. Nel dubbio, fatelo verificare: la definizione va rispettata davvero.
Basta un plugin che aggiunge un pulsante per l’accessibilità? No. Un pulsante che ingrandisce il testo non sistema un modulo senza etichette o un menu che non si apre da tastiera: l’accessibilità sta nel modo in cui il sito è costruito.
Fonti
- Direttiva (UE) 2019/882 (EUR-Lex)
- D.Lgs. 27 maggio 2022, n. 82 (Normattiva)
- AgID, linee guida sui requisiti di accessibilità dei servizi (marzo 2026)
- AgID, nuovo regolamento sulle attività di vigilanza
- AccessibleEU, aggiornamento della norma EN 301 549 (settembre 2026)
I siti che costruiamo: Siti web.


Matteo Salvatori
Fondatore di SolutioLab. Marketing e AI per le aziende, da remoto in tutta Italia.


