AI · 4 min di lettura
L’AI nei programmi che usate già: che cosa cambia per una piccola impresa
Di Matteo Salvatori · 26 giugno 2026 · aggiornato il 5 ottobre 2026

In breve. L’intelligenza artificiale sta entrando nei programmi che le aziende usano già: posta, documenti, fogli di calcolo, CRM, gestionali. La scelta non è «portare l’AI in azienda», ma decidere quali funzioni attivare, su quali dati e con quale controllo. Si parte dal lavoro che si ripete ogni settimana, si scrive chi conferma che cosa, e si passa al su misura solo quando il lavoro passa da un programma all’altro.
Dove sta arrivando
- Microsoft 365. Con la «Wave 3» di Copilot, annunciata a marzo 2026, Word, Excel e PowerPoint hanno funzioni che svolgono compiti in più passaggi, pienamente disponibili da aprile per chi ha le licenze Microsoft 365 Copilot, che si pagano a parte; Outlook segue.
- Google Workspace. Workspace Studio, annunciato a dicembre 2025, permette di creare agenti senza scrivere codice, collegati a Gmail, Drive, Documenti, Fogli e Calendar. È incluso nei piani Business ed Enterprise, e lo deve abilitare l’amministratore.
- I gestionali. Molti aggiungono riassunti, classificazioni e bozze di risposta dentro le loro schermate.
L’ISTAT misura che nel 2025 il 16,4% delle imprese italiane con almeno 10 addetti usava almeno una tecnologia di intelligenza artificiale, il doppio dell’anno prima. Le imprese più piccole in quella rilevazione non sono contate.
Dove guardare prima
La posta. Classificare le richieste, riassumere le conversazioni lunghe, trovare le scadenze scritte nel testo, preparare una bozza di risposta. Sono compiti facili da capire e da controllare: ci si accorge subito se l’AI ha sbagliato.
I clienti. Se avete un CRM, l’AI può riassumere i contatti, segnalare chi aspetta una risposta, aggiornare la scheda dopo una telefonata. Se i contatti stanno ancora fra chat, email e memoria, prima serve un posto solo: ne parliamo in Un CRM per piccole imprese.
L’amministrazione. Leggere documenti, confrontare importi, segnalare scadenze. Qui i limiti vanno scritti: l’AI prepara e segnala, una persona decide su pagamenti, contratti e contestazioni.
I documenti in serie. Lettere, solleciti, preventivi sullo stesso modello con dati diversi: l’AI compila, una persona rilegge.
Il rischio: funzioni accese senza un processo
Se ognuno usa l’assistente a modo suo, qualcuno risparmia tempo ma l’azienda no: nascono risposte diverse alla stessa domanda, dati copiati in tre posti, documenti che nessuno sa chi ha controllato. Prima di accendere una funzione conviene scrivere tre cose: che cosa deve fare, su quali dati, chi controlla il risultato.
Integrata non vuol dire autonoma
Un assistente dentro la posta può preparare la risposta; mandarla senza che nessuno l’abbia letta è un’altra scelta. La regola che usiamo nei nostri gestionali è semplice: il sistema propone, una persona conferma, e ogni proposta dice da dove viene.
Ci sono anche due obblighi da conoscere. Dal 2 agosto 2026, se l’AI parla direttamente con i clienti, deve dire che è un’AI al primo messaggio (articolo 50 dell’AI Act). E la legge italiana sull’intelligenza artificiale, la 132 del 2025, chiede ai datori di lavoro di informare i dipendenti quando usano sistemi di AI nei casi previsti, e ai professionisti di dire ai clienti quali sistemi di AI usano.
Quando basta quello che avete, e quando no
Basta quando il compito sta dentro un programma solo: riassumere un’email, scrivere una bozza, analizzare un foglio. Le funzioni incluse nei programmi fanno questo bene, e qualcun altro le aggiorna.
Serve un’integrazione quando il lavoro passa da un programma all’altro: la richiesta arriva per email, va registrata nel gestionale, genera una scadenza in calendario e un documento da firmare. Lì un assistente dentro un solo programma non vede il resto, e serve qualcuno che colleghi i pezzi con regole scritte.
Da dove cominciare
- Scegliete un compito che si ripete ogni settimana e che fa perdere tempo.
- Guardate se il programma che usate già ha una funzione per quello, e provatela su un caso vero per due settimane.
- Scrivete chi controlla il risultato e che cosa succede quando l’AI sbaglia.
- Solo se il compito attraversa più programmi, valutate un’integrazione su misura.
Domande
Copilot e Gemini sono inclusi in quello che pago già? Dipende dal piano. Le funzioni agentiche di Microsoft 365 richiedono le licenze Copilot, a pagamento a parte; Workspace Studio è incluso nei piani Business ed Enterprise di Google, se l’amministratore attiva Gemini. Controllate il vostro contratto: le offerte cambiano spesso.
I miei dati servono ad addestrare l’AI? Va letto nelle condizioni del servizio che usate, nella versione per le aziende. E vanno decisi gli accessi: l’assistente vede solo i dati che servono al compito.
Devo formare il personale? L’AI Act chiede a chi usa sistemi di AI di sostenere l’alfabetizzazione del personale che li usa. In pratica: chi li usa deve sapere che cosa fanno, dove sbagliano e chi controlla.
Fonti
- Microsoft 365 Blog, Copilot e agenti (marzo 2026)
- Microsoft 365 Blog, funzioni agentiche in Word, Excel e PowerPoint disponibili (aprile 2026)
- Google Workspace Updates, Workspace Studio
- ISTAT, «Imprese e ICT – Anno 2025»
- Legge 23 settembre 2025, n. 132 (Normattiva)
- Commissione europea, linee guida sugli obblighi di trasparenza dell’AI Act
Assistenti, agenti e automazioni che costruiamo: AI per le aziende.


Matteo Salvatori
Fondatore di SolutioLab. Marketing e AI per le aziende, da remoto in tutta Italia.


