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Marketing · 3 min di lettura

La scheda Google per un’attività locale: che cosa cambia

Di Matteo Salvatori · 4 ottobre 2026

Via di Roma di notte con i portici dei negozi illuminati e le auto in movimento
Foto: Bernhard su Unsplash

In breve. Quando qualcuno cerca «ristorante a Trastevere» o «avvocato di famiglia vicino a me», Google mostra prima una mappa con alcune attività, e per ciascuna la sua scheda: indirizzo, orari, foto, recensioni, telefono. Spesso la persona sceglie da lì, senza aprire il sito. La scheda è gratuita; quello che conta è che sia completa, vera e curata nel tempo.

Che cos’è la scheda

È il profilo dell’attività su Google, che compare nella ricerca e in Google Maps. Si chiama Profilo dell’attività su Google. La può aprire e gestire il titolare, dopo una verifica che dimostra che l’attività esiste davvero in quel luogo.

Contiene le informazioni che una persona cerca prima di muoversi: dove siete, quando siete aperti, come chiamarvi, che cosa fate, come appare il posto, che cosa ne dicono gli altri.

Come sceglie Google chi mostrare

Google spiega che i risultati locali dipendono soprattutto da tre cose:

  • Pertinenza: quanto la scheda corrisponde a quello che la persona ha cercato. Categoria giusta e descrizione chiara contano.
  • Distanza: quanto siete lontani da chi cerca, o dal luogo indicato nella ricerca.
  • Notorietà: quanto l’attività è conosciuta, anche fuori da Google: recensioni, citazioni su altri siti, il vostro sito stesso.

Sulla distanza non si può fare niente. Sulle altre due sì.

Che cosa curare

  1. La categoria principale. È la scelta più importante: dice a Google che cosa siete. Meglio una categoria precisa che una generica.
  2. Orari veri, compresi i festivi. Una persona che trova chiuso dove la scheda diceva aperto non torna, e spesso lo scrive.
  3. Foto reali e recenti. Il locale, il lavoro, le persone se lo volete. Le foto dicono più del testo.
  4. Le recensioni, e le risposte. Rispondere con calma e nel merito, soprattutto alle critiche; alle positive quando avete qualcosa da aggiungere, non con lo stesso «grazie» per tutti, come consiglia Google. Come chiederle senza infrangere le regole: Recensioni Google.
  5. Il collegamento al sito. La scheda porta le persone; il sito deve accoglierle e permettere di scrivervi o prenotare.

Che cosa lasciare stare

  • Parole chiave nel nome dell’attività. Aggiungere «miglior avvocato Roma» al nome va contro le regole di Google e può portare alla sospensione della scheda.
  • Recensioni comprate o scambiate. Sono vietate, e Google le rimuove.
  • Più schede per la stessa sede. Una sede, una scheda.

Scheda e sito: chi fa cosa

La scheda vi fa scegliere, il sito vi fa contattare. Se la scheda è curata e il sito è lento, confuso o non dice come scrivervi, la persona si ferma a metà strada. Lavorano insieme: informazioni uguali nei due posti, un percorso semplice dall’una all’altro.

Fonti

Domande

La scheda Google costa qualcosa? No, aprirla e gestirla è gratuito. A pagamento sono gli annunci, che sono un’altra cosa.

Posso gestirla anche se non ho un sito? Sì, la scheda esiste anche senza sito. Ma un sito che dice le stesse cose aiuta la notorietà e dà alle persone un posto dove approfondire e scrivervi.

Che cosa faccio con una recensione ingiusta? Rispondete con calma, nel merito, senza attaccare. Se viola le regole di Google, per esempio se non riguarda un’esperienza reale, potete segnalarla dalla scheda.

Per il nostro lavoro sulla scheda e sulle recensioni: Scheda Google e recensioni. E per il sito che accoglie chi arriva dalla scheda: Siti web.

Matteo Salvatori

Fondatore di SolutioLab. Marketing e AI per le aziende, da remoto in tutta Italia.

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